Hai un’intelligenza superiore alla media? Preparati al peggio.

Coaching aziendale: un elevato quoziente intellettivo può essere un ostacolo. In questa raffigurazione di Escher è emblematica l'ambivalenza delle scale come salita e come discesa
Escher – ascending and descending

Chris Worth è un ragazzo che all’età di 13 anni ha un quoziente intellettivo pari a 177. Nonostante questo, o sarebbe meglio dire a causa di questo, sin dall’infanzia è infelice, rabbioso, tormentato dalla sensazione di essere perennemente nel posto sbagliato, tra le persone sbagliate, al momento sbagliato.

Qualche mese fa Linkiesta riportava le sue difficoltà, ma nihil sub sole novi. Oscar Wilde e Kafka avevano già garbatamente condiviso l’idea che l’intelligenza fuori dal comune fosse più d’ostacolo che di vantaggio. Il caso di Chris Worth non fa eccezione.

Quali sono questi problemi che causa un’intelligenza superiore alla media? Chris li spiega, raccontando la sua esperienza, ma fa qualcosa di meglio. Ci spiega quali strategie si è inventato per venirne a capo. Eccole qui elencate.

Essere molto intelligenti può creare problemi di relazione

Se sei più intelligente degli altri, quando stai insieme a loro hai spesso la sensazione di perdere tempo perché ti annoi; ti annoiano i discorsi, le conclusioni prevedibili, gli argomenti.

Il self coaching di Chris

Per Chris è stato importante costruire un senso nuovo e un nuovo valore ai momenti di relazione e considerare la conversazione uno strumento per apprendere non solo dai contenuti, ma anche dai suoi meccanismi. Analizzare la conversazione e l’interazione è un modo per annoiarsi di meno, per conoscere meglio come funzionano le persone e per allontanare da sé l’impazienza e la tentazione di affrettare giudizi su chiunque senza conoscerlo. Mantenere il contatto visivo e cercare di comprendere quali ramificazioni del pensiero sottostiano alla conversazione, focalizzarsi sulle parole usate dall’interlocutore e soppesarle può diventare un gioco divertente e formativo. Non funziona sempre, ammette Chris, ma vale la pena provare.

L’intelligenza spiccata è d’ostacolo anche a scuola o in contesti di apprendimento

Quando si è in contesti d’apprendimento insieme ad altre persone non si è affatto felici, l’ambiente è opprimente, i compagni non comprendono il tuo modo di pensare, capisci al volo le cose, ma ti interessano altri argomenti. Fino a diciott’anni la vita è più una tortura che un’opportunità entusiasmante. C’è un lato positivo: nessuno sa bene come prenderti e questo ti pone al riparo dall’invadenza altrui. Nessuno è sicuro di come potresti reagire.

Il self coaching di Chris

Per Chris è importante considerare l’apprendimento un processo che dura tutta la vita – Chris è tornato agli studi dopo i 30 anni, ha frequentato corsi, letto molto, ha partecipato a innumerevoli training. Oggi la tecnologia rende tutto questo molto più facile. Gli speech TED i corsi online HBR e quelli del MIT, gli ebook, sono tutte ottime opportunità.

Per chi è molto intelligente la felicità al lavoro è una chimera

Se il lavoro è facile ti senti insoddisfatto; se il lavoro è duro, sottrae troppo tempo alle altre mille cose che ti interessano. Le persone intelligenti senza un orientamento fanno fatica ad ottenere un colloquio di lavoro e spesso finiscono per lavorare soli.

Il self coaching di Chris

La prima cosa che ha fatto Chris è stata quella di andarsene all’estero; la sua primissima esperienza di lavoro è stata eccitante perché si è svolta in un contesto completamente diverso, il che ha tenuto a bada il problema. Poi, per oltre un decennio, Chris è stato un freelance, ha avuto la fortuna di lavorare con alcune delle maggiori aziende nel settore delle nuove tecnologie e in quello finanziario, portando avanti in parallelo dai quattro ai sei progetti contemporaneamente (con pochi aspetti negativi come la necessità di pianificare da sé la propria assicurazione sanitaria). Attualmente sta scrivendo un libro su queste dinamiche intitolato 100 Days, 100 Grand.

La persona molto intelligente è spesso incapace di autodisciplina

Chi è molto intelligente non si preoccupa di avere una certa disciplina perché crede di poter apprendere ogni cosa in fretta e bene. Chris ricorda di saper scalare, ma di non essere mai andato oltre il livello base; racconta di aver praticato il combattimento, ma di essere rimasto poco più di un misero principiante. È un paracadutista, ma è ben lontano da essere un esperto in questa disciplina. Può spiegare la fisica quantistica e la relatività, ma ha una scarsa comprensione dei calcoli matematici sottostanti. Nel lavoro si affrontano i compiti di un’intera settimana solo nelle utlime ventiquattr’ore, perché si sa che si riuscirà a portarli a termine comunque. Buono è nemico di Eccellente. Ci si ferma troppo spesso quando si arriva a un “abbastanza buono”, mentre si potrebbe essere dei veri maestri.

Il self coaching di Chris

Cercare di individuare dove, in quali compiti o aspetti della propria vita, “si può” iniziare ad essere disciplinati. Cose semplici, come fare delle liste di attività da portare avanti. Usare il calendario, dei box colorati, per aiutarsi a restare in linea con le scadenze. Imparare, così, quali sono i benefici di fare le cose un po’ alla volta, giorno per giorno. Una volta appreso il segreto dell’autodisciplina, si può allora cercare di capire quale attività renda la propria vita lavorativa migliore. Chris ha scoperto che la sua era la scrittura creativa ed è diventato un copywriter. Ha lavorato per diverse agenzie, combinando immagini, idee parole e oggi, dopo più di vent’anni, pensa di essere ragionevolmente bravo a farlo.

Chi è molto intelligente pensa di essere migliore degli altri e certamente non lo è

Non può coltivare la terra, perché non ha la necessaria pazienza. Non può navigare seguendo una mappa, perché lo costringerebbe a pensare troppo. Non può smontare un motore o pilotare un aereo, perché gran parte della fase di apprendimento è noiosa e ripetitiva. Non può creare relazioni perché non pensa che le persone siano abbastanza degne del suo sforzo. Allo stesso tempo pensa che gli altri dovrebbero riservargli maggiori attenzioni. Be’, non sono tenuti a farlo.

Il self coaching di Chris

Per chi è intelligente la vita, nelle sue esigenze di base (trovare un modo di guadagnare un salario, mettere un tetto sopra la testa e cose di questo genere) può essere molto facile. Per ciò che rende la vita degna di essere vissuta, invece (la realizzazione personale, l’impegno con gli altri, trovare la vera felicità), a meno che l’intelligenza emotiva non sia allo stesso livello della propria capacità di ragionamento, la vita è dannatamente difficile. Perché vi sia un equilibrio Chris suggerisce di uscire dai propri pregiudizi e di pensare fuori dagli schemi – consiglia anche di leggersi un po’ di Daniel Kahnemann e di libri interessanti Daniel Kahnemann ne ha scritti molti; io personalmente inizierei da Pensieri lenti e veloci. – Questo ci aiuta a capire come la responsabilità della nostra vita sia in gran parte nostra, che è il modo in cui reagiamo a quello che ci circonda a fare di noi le persone che diventiamo.

Self Coaching per “genio e sregolatezza”

In sintesi Chris ci insegna una cosa, una cosa che è forse trita e ritrita, presente negli adagi popolari, che potremmo riassumere con “genio e sregolatezza.” Avere un elevato quoziente intellettivo non ha alcun valore senza conoscenza e comprensione. Tutti, intelligenti o meno, possiamo sviluppare queste attitudini con uno sforzo consapevole e focalizzato.

Certo, per comprendere come l’esperienza di Chris lo abbia portato ad applicare un po’ di coaching su se stesso, dobbiamo prerò esplicitare almeno due presupposti. Il primo è che il Quoziente Intellettivo è una misura basata sulla selezione di alcuni criteri e non di altri, perciò è più significativo per chi appartiene alla cultura in cui è stato concepito e meno per chi appartiene a una cultura diversa. Prendiamolo cum grano salis, pertanto. Io stesso ho provato l’ebbrezza di scoprirmi più intelligente ad ogni ripetizione del test, anche se devo ammettere che, nonostante tutti i miei sforzi, non sia ancora riuscito a raggiungere il signor Worth. In secondo luogo, Gardner ci ha insegnato che l’intelligenza è anche qualcosa di più che mera capacità logica, come lo stesso Chris ammette.

Bene, non mi resta che invitarvi ad approfondire, se mai ne aveste piacere, la storia di Chris seguendo i link qui riportati. Vi invito anche a testare il vostro Quoziente Intellettivo. Sarebbe certo interessante affrontare il tema più ampio del portato etico di avere un’intelligenza superiore alla media, ma lasciamo l’argomento a filosofi e moralisti. Io, ovviamente, non mi curerò che dei primi.

Manuel Righele Coach on LinkedIn

Linke
Linkiesta – http://www.linkiesta.it/problema-essere-intelligenti
Quora – http://www.quora.com/Whats-it-like-to-have-a-150-IQ-Is-life-easier

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